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  • Riprendono i lavori
  • Il bosco gestito
    Descrizione:
    Sebbene il bosco non abbia bisogno dell’intervento dell’uomo, l’uomo non può fare a meno dei benefici che derivano dal bosco, se così non fosse non esisterebbe la Selvicoltura!
    E' ormai dimostrato che un bosco gestito con costanza e nel rispetto delle dinamiche ecologiche in atto produce più benefici di un bosco abbandonato.

    La Selvicoltura è proprio l’insieme di tecniche che hanno come scopo la “coltivazione” dei boschi finalizzata ad ottenere benefici immediati e a
    mantenere l’ecosistema in grado di riprodurli indefinitamente.
    In realtà  "non intervenire",  rinunciando a raccogliere i prodotti legnosi disponibili nelle varie fasi evolutive, equivale a favorire il progressivo invecchiamento dei soprassuoli che,  accanto alle conseguenze economiche, porterebbe a effetti diretti in termini di riduzione delle funzioni di protezione e ricreativa.
  • PROVA
  • VAIA_2
    Descrizione:
    La "foresta immota".
  • VAIA_1
    Descrizione:
    A partire da sabato 27 fino alle prime ore di martedì 30 ottobre 2018 l'Italia è stata colpita da una violentissima tempesta di scirocco, che si è accanita senza soluzione di continuità dal Trentino-Alto Adige fino al Friuli-Venezia Giulia: i meteorologi le hanno dato il nome di “Vaia” e con raffiche anche superiori a 200 km/h ha raso al suolo vaste porzioni di foresta.

    La superficie abbattuta è stimata in 45.000 ettari, per una massa complessiva di legname atterrato che solo nella montagna carnica è pari a 1 milione di metri cubi. Davanti a un evento di questa portata, simile solo all’alluvione del 1966 e forse più grave, i proprietari forestali, le imprese boschive, la pubblica amministrazione e la società civile si sono prontamente attivati per gestire l’emergenza, mettere in sicurezza le principali infrastrutture, fare la “conta dei danni” e cominciare il lento recupero del materiale legnoso.

    Nei mesi successivi l’evento anche il Consorzio Boschi Carnici, con il suo personale tecnico, è stato coinvolto nell’affrontare le criticità iniziali determinate da Vaia, e nell’inevitabile censimento delle superfici abbattute, toccando con mano la gravità dei danni e proponendo tipologie di intervento differenziate, caso per caso e in considerazione delle effettive esigenze operative. Gli effetti della tempesta Vaia sono stati devastanti anche in Carnia e, a un anno e mezzo di distanza, il “conteggio dei danni” ha portato a delineare un quadro sconcertante dal punto di vista ambientale e economico, complesso per quanto attiene alla gestione dell’emergenza.

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