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La storia

Considerata la sua origine la proprietà silvo-pastorale del Consorzio Boschi Carnici risulta alquanto frazionata e sparsa sull’intero territorio carnico.
La storia del Consorzio Boschi Carnici ha inizio nell’agosto del 1874, quando 19 Comuni della Carnia (e precisamente Amaro, Ampezzo, Arta Terme, Comeglians, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Ligosullo, Mione (ex Comune), Ovaro, Paluzza, Prato Carnico, Preone, Ravascletto, Rigolato, Socchieve, Tolmezzo, Treppo Carnico, Verzegnis, Villa Santina) acquistarono dallo Stato italiano 38 boschi demaniali che si estendevano in maniera frammentata sull’intero territorio carnico. La proprietà così riscattata riuniva in sé i così detti “boschi banditi”, che sul finire del 1580 erano stati proclamati riserva esclusiva della Repubblica di Venezia per l’approvvigionamento del legname necessario ai bisogni dell’arsenale

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