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I boschi banditi

Venezia e la politica di "terraferma"

La storia del Consorzio Boschi Carnici ha inizio nell’agosto del 1874, quando 19 Comuni della Carnia, e precisamente Amaro, Ampezzo, Arta Terme, Comeglians, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Ligosullo, Mione (ex Comune), Ovaro, Paluzza, Prato Carnico, Preone, Ravascletto, Rigolato, Socchieve, Tolmezzo, Treppo Carnico, Verzegnis, Villa Santina, acquistarono dallo Stato italiano 38 boschi demaniali che si estendevano in maniera frammentata sull’intero territorio carnico.
La proprietà così riscattata riuniva in sé i così detti “boschi banditi”, che sul finire del 1580 erano stati proclamati riserva esclusiva della Repubblica di Venezia per l’approvvigionamento del legname necessario ai bisogni dell’arsenale:

 «Haver legni d'ogni sorte per uso et bisogno della Casa dell'Arsenal et specialmente per remi, arborí da gabía, antenna et altre sorti di legnami, tanto necessarí quanto ognun puol considerare»

 Poiché la restrizione introdotta aveva suscitato le rimostranze della popolazione locale, su richiesta dei delegati dei Quattro Quartieri della Carnia, il 25 Agosto 1581, il Consiglio dei Dieci dispose la delimitazione dei boschi banditi al fine di garantire il libero uso dei boschi contermini ai relativi proprietari, concedendo inoltre “libertà di pascolar li animali piccoli (ovini e caprini) solamente”, e riducendo le pene pecuniarie inizialmente previste per i trasgressori. Con il medesimo atto la Serenissima impegnò le Ville alla sorveglianza e al pagamento delle sanzioni qualora i trasgressori fossero risultati ignoti, e assicurò, previa licenza dell'Arsenale, il legname da opera per la ricostruzione delle abitazioni e di altri manufatti distrutti da inondazioni e incendi.



Da allora questi boschi rimasero di esclusiva proprietà della Repubblica Veneta, tanto che nella toponomastica locale in molti casi sono tuttora in uso i termini “bosco bandito”, “bosco di San Marco”. Né lo stato giuridico di questo patrimonio forestale mutò negli ordinamenti statali che storicamente fecero seguito alla Serenissima Repubblica di Venezia. Il decreto 12 maggio 1959 del Ministero per l’Agricoltura e per le Foreste costituì d’ufficio il Consorzio Boschi Carnici e, riconosciutane la peculiarità, lo stesso fu ammesso ai finanziamenti previsti dalla Legge 991/52. La trasformazione del Consorzio in Azienda Speciale Consorziale fu introdotta dalla Legge 3267/23, permettendo al Consorzio stesso di dotarsi di proprio personale tecnico e di custodia.

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